
Tony Ward, lo stilista del lusso, ha dedicato la sua Collezione Haute Couture F/W 2009-2010 a tutte le donne vittime di maltrattamenti
Roma, 14 luglio 2009 – Lusso raffinato, abiti sontuosi, dettagli tanto preziosi da rendere ogni capo un gioiello di alta gamma. La ricerca, la creatività e la genialità artigianale dell’ultima straordinaria Collezione hanno impegnato Tony Ward per oltre quattro mesi. Ogni abito è stato realizzato con tessuti italiani, come sempre disegnati personalmente dallo stilista e prodotti dai maestri tessutai del comasco.
Oltre 40 le proposte in passerella: una Collezione dai mille riflessi, ispirata agli elementi della natura - piume, nidi d’ape, rametti di corallo – che arricchiscono con semplicità ed eleganza ogni abito e ne fanno un’opera d’arte. Un tripudio di origami, che lo stilista ha ricreato prendendo ispirazione dai giochi di carta realizzati da uno dei suoi figli di soli 11 anni.
Nero, grigio, marrone, argento, rosa, rosso fragola fino al blu, i colori. Giochi di specchi e colori per abiti dalle mille sfaccettature, caleidoscopici, frutto di un lavoro da amanuense, che solo la perizia e la pazienza dello stilista e dei suoi sarti hanno saputo tradurre in una Collezione che inaugura una nuova fase creativa dello stilista.
L’ultima creazione è stata un’esplosione di lusso sfrenato: l’abito da sposa. Oltre 1.000 ore di lavoro, 150 metri di seta, migliaia di cristalli swarovski incastonati in milioni di piccolissime foglie di organza di 8 millimetri ognuna, minuziosamente cucite a mano ed applicate ad una ad una su una gonna vaporosa che mette in risalto un corpo elegante e sinuoso. Una sposa che per la prima volta ha visto lo stilista in passerella. Una sposa che Tony Ward ha dedicato a tutte le donne maltrattate e vittime di violenza, che hanno il diritto di essere aiutate a ricominciare a vivere e a sognare.
È stata una Collezione che ha esaltato la femminilità e che ha anche voluto trasmettere un forte messaggio di impegno sociale.
“Il mio pensiero - ha dichiarato Tony Ward – è sempre rivolto a tutte le donne, ma quest’anno in particolare a coloro che proprio per la loro femminilità, sono state vittime di violenze e maltrattamenti. Il mio lavoro è un esercizio che vorrebbe insegnare il ‘piacere di sentirsi donna’, bella, amata, desiderata e mai violata né offesa dalla brutalità dell’uomo”.
